Cernaia Legale Firenze | LAVORO – Se l’ordine è illecito, il lavoratore può disobbedire.
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LAVORO – Se l’ordine è illecito, il lavoratore può disobbedire.

Come comportarsi di fronte ad una richiesta del datore di lavoro che impone la commissione di un illecito? Trascendendo solo per un attimo dall’ambito giuridico, è indubbio che tale situazione ponga il dipendente in una posizione quanto mai scomoda.

Da un lato la consapevolezza di violare la legge, dall’altro il timore di possibili ritorsioni gerarchiche, o addirittura la paura di perdere il posto di lavoro. Assecondare la richiesta o opporsi alla stessa implicherà sicuramente delle conseguenze, il più delle volte negative.

Sul punto, la Cassazione ha recentemente ribadito (Cass.pen.3394-2017) come il dipendete abbia il diritto-dovere di dissentire da ordini illegittimi. Si parla di “diritto-dovere”, poiché non solo il lavoratore può rifiutarsi di porre in essere l’illecito, e denunciare l’accaduto ai superiori o all’autorità giudiziaria, ma se viceversa si piega all’indebita richiesta, ne risponde negativamente in concorso col datore.

Lungi dal considerarsi quale giustificativo alla disobbedienza, quest’impostazione muove dalla considerazione che se da un lato la tutela del subordinato è comunque garantita dallo Statuto dei Lavoratori e dalla normativa di settore, dall’altro lo stesso non possa discolparsi invocando lo stato di necessità o l’adempimento di un dovere. Il primo (art.54cp) presuppone l’inevitabilità del pericolo, che per quanto suddetto non sussiste nel caso di specie. Il secondo (art.51cp) è previsto per ordini impartiti dalla legge o pubblica autorità, e non si estende ai rapporti di tipo privatistico, come quelli intercorrenti fra datore e lavoratore.

Obbedire comporta comunque la realizzazione un illecito, del quale si risponderà personalmente, assieme al datore che ne ha ordinato la commissione.

 

 

Avv.Gabriele Cerofolini

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